
DAI TELAI PER BICICLETTE
AI TELAI DELLE FERRARI
PASSANDO PER I MOBILI
E LE RACCHETTE DA SCI.
“Sono animato di voler dedicarmi al commercio dei ferri ed acciai e ritrarne un utile equo ed onesto” così scriveva il ventisettenne Angelo Luigi Colombo all’affittuario di quello che, di li a poco, sarebbe diventato il piccolo stabilimento della A.L. Colombo, azienda capostipite dell’attuale Columbus. Angelo Luigi aveva iniziato a lavorare appena dodicenne e nel 1919, acquisita sufficiente esperienza, aveva deciso di mettersi in proprio, individuando nel settore ciclistico il terreno fertile per la spiccata vocazione imprenditoriale che lo animava. I clienti degli esordi sono in maggioranza piccoli produttori ma anche grandi realtà ciclistiche: Edoardo Bianchi, Umberto Dei, Atala e Maino, Doniselli. Attento ai movimenti di mercato, curioso, fortemente motivato, Angelo Luigi porta l’azienda attraverso la seconda guerra mondiale e la rinascita, potenziandola costantemente.
Nel 1931, l’azienda è in grado di fabbricare tubi di acciaio saldati e senza saldatura che sono utilizzati per la fabbricazione di biciclette, motociclette (la Guzzi vinceva allora, con telai realizzati in tubi Colombo), automobili ed aeroplani. Risale a questo periodo la collaborazione con la Gianni Caproni che con i tubi di Colombo realizzerà il telaio portante dei velivoli di De Pinedo e di Cesare Balbo, per effettuare le prime trasvolate atlantiche.
Dalla storia dell’aviazione alla storia del mobile moderno: sempre negli anni 30 A.L. Colombo inizia la produzione di mobili razionali, tubolari in acciaio cromato. Un vero successo, riconosciuto oggi nei testi di Design. Sempre degli anni 30 sono le prime serie di tubi speciali per biciclette: Aelle, Tenax e Columbus. Con il marchio Columbus nascono i primi tubi rinforzati a spessore conico in acciaio al Cromo Molibdeno, della storia ciclistica e i primi foderi forcella ellittici laminati a freddo.
Il campionario di produzione è vastissimo: tubi per apparecchi elettrici, per racchette da sci, per vaporizzatori di caldaie di navi, per pali dei campi da tennis, molle per cuscini, sedute di automobili e materassi, con il marchio di Igea-Columbus. Nel 1950 A.L. Colombo si trasforma in SpA ed il figlio Gilberto entra in società con il padre. Nominato direttore di stabilimento, Gilberto Colombo inizia la progettazione di telai per automobili, costituendo la società Gilco che vanta tra i suoi clienti Ferrari, Maserati e Lancia. Fangio, Ascari, Villoresi corsero dunque su auto realizzate con i telai di Colombo.
La passione per la bicicletta in tutto questo contesto, resta viva e forte: risale al 1935, la prima notizia di collaborazione tra A.L. Colombo ed il Politecnico di Milano per la messa a punto di materiale per l’uso ciclistico. Va però al minore dei figli di Angelo, Antonio, il merito di aver portato un semplice marchio, Columbus appunto, a diventare l’azienda leader nel settore ciclistico per la produzione di tubi per telai d’alta gamma. Entrato in azienda ancora studente di giurisprudenza, Antonio Colombo ha passioni che mal s’adattano con la toga: la bicicletta è una di queste. Nel 1977, lascia la carica di Presidente della A.L. Colombo e stacca Columbus dalla casa madre per sviluppare solo ed esclusivamente la produzione di tubi per biciclette. Si susseguono ininterrotte le innovazioni: il cannotto ad elica a spessore conico, CYCLEX espressamente progettato per l’uso ciclistico seguito da NIVACROM una delle più grandi innovazioni di Columbus. Prima a realizzare una serie di 11 tubi totalmente aerodinamici (AIR, 1980) Columbus mette la sua esperienza al servizio di Moser per i suoi record dell’Ora passando poi per Oersted fino a Rominger. MAX (1987) è la prima serie a rompere la tradizione dei classici diametri. Introduce per la prima volta il concetto di ellissi orientate e sezioni differenziate, applicato a ciascuno degli undici tubi, per conferire maggior rigidezza al telaio.


